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Come segnalare il mare inquinato
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Scritto da LIONICARO   
Martedì 15 Giugno 2010 19:50

fognaSe vi imbattete in tratti di acque dal colore e dall’odore sgradevoli, tubature che scaricano direttamente nell'ambiente o qulasiasi altra situazione sospettate possa mettere a rischio l'integrità dei mari, dei laghi o dei fiumi, lanciate subito un SOS: scrivete a 

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E' il servizio SOS Goletta coordinato dai biologi di Goletta VerdeGoletta dei Laghi, le due campagne di monitoraggio che ogni estate verificano lo stato di salute degli ecosistemi marini e lacustri. 

Inviate una breve descrizione della situazione e le indicazioni utili per individuare il punto segnalato,  le foto dello scarico o dell’area inquinata, un recapito telefonico per chiedervi eventuali ulteriori informazioni. Goletta Verde è la campagna estiva di Legambiente di informazione e sensibilizzazione sullo stato di salute del nostro mare. Dal 1986 ad oggi, ogni estate, il battello ambientalista compie il periplo delle coste italiane prelevando e analizzando circa 500 campioni d'acqua ed eseguendo su ognuno le analisi previste dalla legge. Oltre a diffondere in tempo reale i risultati delle analisi dei luoghi visitati, Goletta Verde propone in ogni sua tappa incontri, manifestazioni, blitz per evidenziare tutta la complessità dei temi legati al mare: dalle attività di pesca alle attività turistiche, dalla nautica al cabotaggio, dalla cementificazione selvaggia delle coste alla loro erosione.

Per l’ultima volta si denunciano le criticità delle acque di balneazione italiane, perché, a partire da quest’anno, il nostro mare e i laghi, seppur ancora inquinati in alcuni tratti di costa, diverrano completamente puliti “per decreto”. Con il recepimento della nuova direttiva europea che rende più permessivi i criteri per la balneabilità, molte località, infatti, diverranno balneabili, non perché saranno meno inquinate, ma solo perché è cambiata la legge”.

E’ questa la denuncia di Legambiente in occasione della presentazione del Rapporto sulle acque di balneazione dell'European Environment Agency, che ha analizzato la qualità dell'acqua di tutti i paesi europei.

“Contrariamente a quanto fatto nel 1982, quando l’Italia scelse la strada della severità e del rigore, costruendo una delle reti di monitoraggio migliori in Europa – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - stavolta il nostro Paese ha approfittato dell’opportunità concessa dalla direttiva comunitaria per allargare le maglie sulla balneabilità, a partire dall’estate 2010. Un passo indietro normativo che ha fatto classificare come ‘eccellenti’ alcuni tratti di costa che lo scorso anno venivano dichiarati non balneabili, pur essendo tuttora inquinati. Questo fattore va ad aggravare un deficit storico dell’Italia in tema di depurazione, dal momento che, ancora oggi, il 30% degli italiani – pari a ben 18 milioni di persone - scarica in mare, nei laghi e nei fiumi le acque reflue senza alcun trattamento, causando un problema ambientale che sta costando al nostro Paese una procedura d’infrazione europea.

Per risolvere definitivamente i problemi di trattamento delle acque reflue, non servono quindi ‘colpi di spugna’ normativi, ma risorse economiche e nuovi cantieri per colmare quel deficit di depurazione, imbarazzante per il settimo Paese più industrializzato al mondo”. (da: legambiente)

 
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